Trasparenza contributi pubblici al non profit: scadenza pubblicazione

Il 30 giugno 2020 scade l’obbligo di pubblicazione dei contributi pubblici ricevuti nell’anno precedente (1° gennaio – 31 dicembre 2019). L’obbligo della trasparenza scatta esclusivamente se l’ammontare dei contributi è pari o superiore a 10.000 euro.

Il limite dei 10.000 deve essere inteso in senso cumulativo, riferendosi al totale degli apporti pubblici ricevuti e non alla singola erogazione. Quindi, se l’ente ha ricevuto durante l’anno contributi su due distinte progettualità da 9.000 euro ciascuna (da due differenti enti pubblici), il limite dei 10.000 euro è superato e scatta quindi l’obbligo di pubblicazione di tali somme.
Inoltre, nel computo totale, occorre tener conto dei contributi “effettivamente erogati” e ciò significa che vanno conteggiate solo le somme che l’ente ha effettivamente incassato nel corso del 2019 e non quelle che sono state solamente stanziate dall’ente pubblico ma non ancora incassate dall’associazione.

La Legge 4 agosto 2017 n 124, art. 1 commi 125-129 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza), ha configurato, infatti, gli obblighi di pubblicità e trasparenza a carico di soggetti che intrattengono rapporti economici con le pubbliche amministrazioni o con altri soggetti pubblici o con società controllate da pubbliche amministrazioni.
E in tale obblighi rientrano anche gli ETS che possano aver ricevuto sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria.
Eventuali apporti economici di natura corrispettiva (commerciale) con gli enti pubblici non rientrano nel computo dei 10.000 euro.
Vi rientrano invece i contributi concessi dall’ente pubblico a titolo di liberalità oppure dietro presentazione di uno specifico progetto da parte dell’associazione.

La norma non chiarisce se tra i contributi “di carattere generale” siano comprese anche le somme erogate a titolo di 5 per mille, anche se si consiglia di comprenderle nel computo totale.

Il rendiconto dei contributi ricevuti deve, nello specifico, contenere informazioni espresse in modo schematico e comprensibile per il pubblico, individuando come necessarie le seguenti voci:

  • la denominazione e il codice fiscale del soggetto ricevente (l’associazione);
  • la denominazione del soggetto erogante (la pubblica amministrazione);
  • la somma incassata (per ogni singolo rapporto);
  • la data di incasso;
  • la causale (cioè la descrizione relativa al motivo per cui tali somme sono state erogate: ad esempio, come liberalità oppure come contributo in relazione ad un progetto specifico presentato dall’ente, 5 per mille, ecc.).

Scarica un fac-simile di rendiconto

Per quanto riguarda, poi, le modalità di pubblicazione, le associazioni devono pubblicare i contributi ricevuti sul proprio sito internet oppure su “analogo portale digitale”.
La Circolare ministeriale ha ammesso, per le organizzazioni che non hanno il sito internet, la possibilità di utilizzare la pagina Facebook dell’ente.
Qualora l’organizzazione non avesse nemmeno la pagina Facebook, l’obbligo può comunque essere adempiuto pubblicando i contributi sul sito internet della rete associativa alla quale l’ente aderisce.

 E’ importante ricordare, infine, che per l’inosservanza dell’obbligo di pubblicazione è prevista(anche per le associazioni, le fondazioni e le Onlus) in prima battuta una sanzione economica pari all’1% degli importi ricevuti, con un importo minimo di 2.000 euro, oltre alla sanzione accessoria dell’obbligo di pubblicazione.
Se da tale contestazione passano 90 giorni e l’organizzazione non provvede alla pubblicazione e al pagamento della sanzione, si avrà l’ulteriore sanzione della restituzione integrale delle somme ricevute.

Il soggetto competente a disporre tali sanzioni sarà la pubblica amministrazione che ha erogato il beneficio.

 

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