Educare alla non violenza e conoscere quali sono le azioni da intraprendere nei casi in cui si assiste o si ritiene di essere vittima di azioni violente sono le finalità di questo percorso che vuole anche proporre una riflessione sul ruolo che il volontariato può agire in termini di sensibilizzazione e di educazione al contrasto della violenza e del bullismo. Si parla di questo fenomeno come uno tra i più disastrosi e dilaganti diffusi tra i giovani ma anche tra gli adulti: spesso, in maniera silenziosa vengono agite azioni violente che non vengono riconosciute come tali e pertanto taciute. Il percorso intende proprio agire sulla riconoscibilità del fenomeno e sulla identificazione delle azioni da mettere in campo attraverso comportamenti corretti come sapere a chi rivolgersi e come comportarsi nel chiedere aiuto.
Contenuti
- La prevenzione in termini di contesto e come processo educativo;
- Il significato di violenza in termini sociologici, psicologici e fisici
- Come riconoscere le “azioni violente”
- Quali i comportamenti da mettere in campo: a chi rivolgersi e come comportarsi;
- Il bullismo e il “contesto del bullo”
- Azioni da intraprendere per contrastare la violenza da bullismo
- Il ruolo del volontariato nell’educazione alla prevenzione di azioni violente e del bullismo
- Il ruolo delle istituzioni e delle “agenzie educative” nella prevenzione della violenza e del bullismo (famiglia, scuola, corpi intermedi)
Obiettivi
- Sensibilizzare i volontari ad una “cultura della prevenzione alla violenza;
- Conoscere e riconoscere le diverse accezioni della violenza
- Saper identificare una “azione violenta” e conoscere quali comportamenti attuare
- Conoscere la fenomenologia del bullismo e le azioni per contrastare il comportamento del bullo
- Conoscere e definire le azioni che il volontariato può mettere in campo per contrastare le azioni violente
Durata
- Corso in presenza:
Il percorso, della durata complessiva di 18 ore, si articolerà in 6 incontri della durata di 3 ore cadauno
