Trasparenza sui contributi pubblici al non profit: obblighi per associazioni e enti terzo settore

Trasparenza sui contributi pubblici al non profit: obblighi per associazioni e enti terzo settore

La legge 4 agosto 2017 n 124 ( c.d. legge concorrenza) art. 1 commi 125-129 ha configurato gli obblighi di pubblicità e trasparenza a carico di soggetti che intrattengono rapporti economici con le pubbliche amministrazioni o con altri soggetti pubblici o con società controllate da pubbliche amministrazioni.

Numerosi sono stati i dubbi interpretativi insorti dalla pubblicazione della legge ad oggi , ma con la Circolare dell’11 gennaio 2019, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ha sciolto ogni dubbio riguardo il trattamento degli Enti di terzo settore (Ets) relativamente  a questo periodo di transizione ovvero di attuazione del Codice del terzo settore, considerando che manca ancora il Registro unico nazionale.

Di seguito una sintesi di quanto previsto dalla Circolare:

  1. L’obbligo scatta a partire dal 2019, relativamente ai vantaggi economici ricevuti a partire dal 1° gennaio 2018. Si usa, quindi, il criterio contabile di cassa, considerando le somme ricevute nell’anno solare precedente indipendentemente dall’anno di competenza a cui si riferiscono. La scadenza è prevista entro il 28 febbraio di ogni anno.
  2. Sono tenuti alla pubblicazione: le associazioni, fondazioni, onlus, associazioni di protezione ambientale a carattere nazionale, associazioni dei consumatori e degli utenti, le imprese.
  3. Tali soggetti sono obbligati a pubblicare, nei propri siti o portali digitali, le informazioni relative a sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici superiori ad € 10.000, ricevuti dalla pubbliche amministrazioni entro il 28 febbraio di ogni anno. Le imprese sono tenute a pubblicare tali importi nella nota integrativa del bilancio d’esercizio e nella nota integrativa dell’eventuale bilancio consolidato.
  4. Come già specificato nel parere del Consiglio di Stato, l’oggetto di interesse è l’erogazione delle risorse finanziarie o la concessione dell’utilizzo di beni immobili o strumentali agli Ets per lo svolgimento delle attività statutarie di interesse generale superiori a 10.000 euro. La circolare non chiarisce a fondo di che tipo di rapporti si tratti, ma secondo un’interpretazione molto ampia – condivisa da CSVnet – comprende sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici di qualunque genere. Nei casi di rapporto di comodato di un bene mobile o immobile, si dovrà far riferimento al valore dichiarato dalla Pa che ha attribuito il bene in questione. Sono comprese le somme derivanti dal 5 per mille.
  5. Gli ets coinvolti devono pubblicazione le informazioni indicate sui propri siti o portali digitali. In mancanza del sito dedicato, possono pubblicare sulla propria pagina facebook o sulla pagina internet della rete associativa alla quale aderiscono.
  6. Per le imprese (e solo per loro) che non si adeguano, è previsto l’obbligo di restituzione ai soggetti eroganti delle somme ricevute. La differenza è dettata dalla finalità delle attività che per gli enti di terzo settore è senza fine di lucro.
  7. a) le informazioni da pubblicare sono le seguenti: denominazione e codice fiscale del soggetto ricevente; denominazione del soggetto erogante; somma incassata (per ogni singolo rapporto giuridico sottostante); data di incasso; causale.

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