Al fine di garantire lo svolgimento dell’attività gratuita della tua associazione scopri quali sono le fonti di finanziamento previste dalla legge.

Contributi degli aderenti

La più classica forma di finanziamento delle attività dell’associazione è costituita dalle quote associative che annualmente i soci sono tenuti a versare.
L’importo delle quote associative vengono stabilite annualmente con delibera del consiglio direttivo oppure dell’assemblea (a seconda di quanto previsto nello statuto).
E’ opportuno cercare di orientare l’importo della quota in relazione alle attività che l’associazione ha in programma per l’anno di riferimento.

Contributi di privati donazioni ed erogazioni liberali

E’ possibile per le associazioni finanziare le proprie attività attraverso donazioni, sia in denaro che in natura, da parte di privati, persone fisiche e/o enti profit.
La legge 80/2005 prevede la possibilità per i privati che effettuano erogazioni liberali (donazioni) in denaro ad associazioni di volontariato, la possibilità di scegliere tra la detraibilità e la deducibilità fiscale a condizione che l’erogazione avvenga con sistemi tracciabili (assegni, bonifici, ecc.) e non in contanti e che l’associazione abbia una contabilità corretta e regolare.
Per le erogazioni in natura occorre fare una valutazione del bene oggetto della donazione a fronte della quale l’associazione rilascerà una ricevuta con la descrizione del medesimo bene, se la donazione viene effettuata da una impresa la procedura prevede anche una comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

Bandi e Avvisi

Una importante fonte di finanziamento per le associazioni è costituita da contributi provenienti dallo Stato, Enti o istituzioni pubbliche.
In questa voce rientra tutto il settore relativo ai finanziamenti che le associazioni di volontariato possono ricevere a fronte della partecipazione ai BANDI E AVVISI pubblici, che possono essere emanati dallo Stato (generalmente Ministero del Welfare), dalle Regioni, Province, Comuni ma anche Enti territoriali come Gal (Gruppi di Azione Locale), Aziende Sanitarie e Fondazioni.

Donazioni o lasciti testamentari

Le Odv e gli enti no profit possono ricevere beni da persone fisiche a titolo gratuito per causa di morte (eredità o legato) oppure per atto tra vivi (donazione).
Le persone fisiche possono redigere testamento e lasciare alle associazioni:

  • eredità: comprende l’universalità dei propri beni, sia integralmente che come quota pro indiviso con altri soggetti;
  • legati: comprendono particolari beni o diritti, puntualmente indicati, sia integralmente sia come quota pro indiviso con altri soggetti

L’eredità devoluta all’Odv deve essere accettata con beneficio di inventario (art. 473 cc) per evitare che essa sia passiva, nel senso che contenga debiti eccedenti il valore dei beni o diritti trasferiti.

Rimborsi derivanti da convenzioni

Le associazioni di volontariato possono finanziare le proprie attività stipulando “convenzioni” con gli Enti pubblici, a condizione che l’associazione sia iscritta nel registro regionale del volontariato da almeno sei mesi, oppure “agire in regime di accreditamento” rispettando le relative norme previste generalmente dalla Regione in riferimento alla tipologia si servizi e/o attività che l’associazione intende svolgere.

Secondo l’art. 143 comma 2-bis del TUIR gli enti non commerciali e le onlus (quindi le associazioni di volontariato iscritte ai registri regionali), tali attività sono in esenzione Ires a condizione che l’oggetto della convenzione sia di “finalità sociale” e sia conforme ai fini istituzionali sia dell’Ente pubblico che dell’associazione

Attività commerciali e produttive marginali

Fonti di finanziamento per le associazioni  sono costituite dalle attività commerciali marginali. L’art. 8, comma 4, della Legge 266/91 prevede, infatti, la possibilità di effettuare da parte delle organizzazioni di volontariato attività commerciali di carattere “marginale”.
Queste sono le uniche attività commerciali previste dal legislatore. Dette attività, seppur di natura prettamente commerciale vengono considerate dal legislatore “non commerciali”, qualora sia dimostrabile il totale impiego del ricavato per i fini istituzionali dell’organizzazione di volontariato.

Il 5x1000

Una grande opportunità di finanziamento per le associazioni di volontariato è rappresentata dal 5 per mille.
A partire dalla Legge Finanziaria del 2006, lo Stato ha stabilito di destinare, in base alla scelta del contribuente, una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a finalità di sostegno di particolari enti no profit, di finanziamento della ricerca scientifica, universitaria e sanitaria.
Questa modalità di finanziamento rappresenta un ottimo strumento di raccolta fondi.

Come funziona

Ogni anno lo Stato, generalmente nel mese di aprile, riapre i termini per iscrivere i soggetti aventi diritto (tra cui le associazioni di volontariato iscritte ai registri regionali) in un apposito albo e consentire successivamente ai contribuenti di destinare, se vogliono, il 5 per mille del proprio Irpef all’organizzazione di volontariato che intendono sostenere.
Le associazioni di volontariato devono pertanto iscriversi ogni anno per poter beneficiare di tale fonte di finanziamento, il Csv Basilicata offre un servizio di accompagnamento alla pratica di iscrizione.

Raccolte pubbliche di fondi e Fund Raising

La raccolta pubblica di fondi è una delle forme più utilizzate dagli enti non-profit (soprattutto organizzazioni di volontariato e ONLUS), al fine del loro sostentamento o in riferimento a iniziative specifiche.
Rientrano in questa fattispecie tutti i banchetti organizzati dalle singole organizzazione nei quali si raccolgono offerte anche consegnando dei beni quali fiori e piante, palloncini, magliette, ecc.
Rientrano in queste attività anche le lotterie, tombole e pesche di beneficenza.
Le regole essenziali per la raccolta di fondi sono essenzialmente:
– devono essere pubbliche, ossia aperte a tutta la collettività alla quale va data comunicazione;
– devono essere occasionali, ossia non possono essere una prassi ordinaria della organizzazione non profit.
Dove per occasionali si intende:
– celebrazioni: ossia Natale, Pasqua, Festa del Patrono, Festa della liberazione, ecc.;
– ricorrenze: per esempio l’anniversario di costituzione dell’organizzazione;
– campagne di sensibilizzazione: ossia progetti specifici per i quali le singole organizzazioni intendono raccogliere fondi.