Erogazioni liberali durante l’emergenza coronavirus

L’art. 66 del Decreto legge “Cura Italia”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 70 del 17 marzo 2020, prevede degli incentivi fiscali per tutti i soggetti che effettuano erogazioni liberali, in denaro o in natura, a sostegno delle misure di contrasto all’emergenza Coronavirus (D.L. 17 marzo 2020 n. 18, entrato in vigore il 17 marzo 2020).

Per aver chiaro in cosa rientrino “le erogazioni in natura” e come si determina il valore di tali donazioni al fine della detrazione o deduzione dal reddito, bisogna ricordare che, per la determinazione del valore delle donazioni in natura, si deve fare riferimento alle disposizioni degli articoli 3 e 4 del decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 28 novembre 2019 che stabilisce l’ammontare della detrazione o della deduzione a seconda del tipo di erogazione (beni in natura, beni strumentali, beni o servizi prodotti dalle imprese).

Quindi l’ammontare della deduzione spettante è determinato in base al valore del bene oggetto di donazione.

Per far valere l’agevolazione, la donazione di beni in natura, sempre ai sensi dell’art. 4 del decreto “Cura Italia”, deve essere comprovata da due dichiarazioni:

  • una del donatore: recante la descrizione analitica dei beni donati, con l’indicazione dei relativi valori,
  • una del soggetto destinatario dell’erogazione: contenente l’impegno ad utilizzare direttamente i beni medesimi per lo svolgimento dell’attività statutaria, ai fini dell’esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

Il Decreto introduce una detrazione dall’imposta lorda sul reddito pari al 30% per le erogazioni liberali, in denaro o in natura, effettuate nel 2020 dalle persone fisiche e dagli enti non commerciali.
La detrazione non può essere superiore a 30.000 euro e, pertanto, l’importo massimo di donazione agevolabile è pari a 100.000 euro.

Per i soggetti titolari di reddito d’impresa le erogazioni liberali in denaro e in natura, effettuate nell’anno 2020 sono, invece, integralmente deducibili dal reddito d’impresa.

La deducibilità si applica per entrambe le erogazioni liberali (natura e beni) effettuate in favore di fondazioni, associazioni, comitati ed enti e, cosa importante, non concorrono né a formare ricavi (Tuir, art. 85) né sono soggette ad imposta sulle donazioni.

Ai fini Irap, è precisato, inoltre, che le erogazioni liberali sono deducibili nell’esercizio in cui sono effettuate, e quindi necessariamente nel 2020 visto che la norma “speciale” di cui all’articolo 66 D.L. 18/2020 riguarda solamente tale annualità.

Non sono previsti limiti all’importo deducibile.

I cardini essenziali per godere dell’agevolazione fiscale sia che si tratti di denaro sia che si tratti di beni in natura sono due:

  • i destinatari dell’erogazione devono intervenire in misure per la gestione ed il contenimento dell’emergenza sanitaria;
  • i destinatari devono rientrare nelle seguenti categorie: Stato, Regioni, enti locali territoriali, enti o istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro.

 

Viviana Caruso

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