Enti Terzo Settore: incompatibile posizione di volontario e retribuzione

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha risposto a tre quesiti sollevati dalla Provincia autonoma di Trento, aventi ad oggetto la normativa del Codice del Terzo settore.

La nota n. 6213 del 9 luglio 2020 specifica che un amministratore di un ente del Terzo settore che svolga il proprio impegno a titolo gratuito, non può ricevere altri compensi.

La richiesta della Provincia di Trento (Servizio Politiche Sociali) si riferiva al caso specifico, “non infrequente nelle associazioni, in cui una persona sia membro del Consiglio Direttivo e svolga tale carica come volontario (di rado infatti i consiglieri di un’associazione vengono retribuiti per la carica ricoperta), ma nello stesso periodo effettui una o più attività (ad esempio di docenza ad un corso di formazione) per le quali viene retribuito dall’ente del Terzo settore”.

La risposta del Ministero è che deve essere considerata attività di volontariato non solamente quella rivolta allo svolgimento di una o più attività di interesse generale, ma anche quella relativa all’esercizio di una carica sociale, “in quanto strumentale all’implementazione dell’oggetto sociale dell’ente”, sempre che essa risponda ai requisiti di cui all’art. 17, c.2 del Codice.
Per cui un amministratore che svolge la propria carica senza venire retribuito deve essere considerato un volontario a tutti gli effetti, iscritto nel registro dei volontari e assicurato ai sensi dell’art.18, c.1 del Cts.

Nelle Odv è vietato retribuire le cariche sociali (art.34, c.2 del Cts), ad eccezione dei membri dell’organo di controllo in possesso dei requisiti di cui all’art. 2397, c.2 del codice civile.
Un amministratore di un Ets, che svolga tale carica a titolo di volontariato, non potrà in alcun modo essere retribuito dallo stesso per lo svolgimento di un’attività istituzionale.
Nel caso in cui invece un soggetto voglia candidarsi a membro dell’organo di amministrazione di un Ets per il quale abbia svolto o stia svolgendo un’attività retribuita, lo potrà fare ma sarà necessario che, in caso di elezione, all’avvio dell’attività legata alla carica sociale (svolta in modo gratuito) la prestazione retribuita sia terminata e che durante l’incarico non ne vengano commissionate di ulteriori.

 

 

Viviana Caruso

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