Decreto legge fiscale: cambiamenti per il Terzo Settore

Decreto legge fiscale: cambiamenti per il Terzo Settore

Il 13 dicembre scorso la Camera dei Deputati ha definitivamente approvato il disegno di legge di conversione del decreto legge “fiscale”. Il testo assume grande importanza per il Terzo Settore, in quanto apporta alcune sostanziali modifiche al Codice del Terzo settore (d.lgs. 117/2017).

Gli articoli del Codice che hanno subito modifiche sono i seguenti:

Art. 24-ter. – (Modifiche al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117)

  1. 1. All’articolo 33, comma 3, del codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, dopo le parole: “delle spese effettivamente sostenute e documentate” sono aggiunte le seguenti: “, salvo che tale attività sia svolta quale attività secondaria e strumentale nei limiti di cui all’articolo 6”.
  2. 2. All’articolo 77 del citato decreto legislativo n. 117 del 2017 sono apportate le seguenti modificazioni:
  3. a) al comma 1, le parole: “non commerciali di cui all’articolo 79, comma 5,” sono soppresse;
  4. b) al comma 5, le parole: “di cui al comma 1” sono sostituite dalle seguenti: “non commerciali di cui all’articolo 79, comma 5”;
  5. c) al comma 6 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Le somme raccolte con l’emissione dei titoli e non impiegate a favore degli enti del Terzo settore entro dodici mesi dal loro collocamento sono utilizzate per la sottoscrizione o per l’acquisto di titoli di Stato italiani aventi durata pari a quella originaria dei relativi titoli”;
  6. d) il comma 15 è abrogato.
  7. 3. All’articolo 79 del citato decreto legislativo n. 117 del 2017, dopo il comma 2 è inserito il seguente:

“2-bis. Le attività di cui al comma 2 si considerano non commerciali qualora i ricavi non superino di oltre il 5 per cento i relativi costi per ciascun periodo d’imposta e per non oltre due periodi d’imposta consecutivi”.

  1. 4. All’articolo 83, comma 1, del citato decreto legislativo n. 117 del 2017, al secondo periodo, le parole: “in denaro” sono soppresse.
  2. 5. All’articolo 101, comma 10, del citato decreto legislativo n. 117 del 2017, le parole: “articoli 77, comma 10” sono sostituite dalle seguenti: “articoli 77, 79, comma 2-bis”.

Volendo provare a fare una sintesi e una considerazione di fondo sulle modifiche apportate, possiamo affermare che gli Enti del Terzo Settore maggiormente interessati le organizzazioni di volontariato (ODV), che nella nuova sistematica del Codice costituiscono una particolare tipologia di ente del terzo settore. Con l’introduzione all’art. 33, comma 3, delle parole “salvo che tale attività sia svolta quale attività secondaria e strumentale nei limiti di cui all’articolo 6”, si fa definitiva chiarezza su un punto: alle ODV è consentito svolgere attività di interesse generale anche dietro versamento di corrispettivi che superano le spese effettivamente sostenute e documentate per la realizzazione di tale attività, a condizione, però, che tale eventuale esercizio remunerativo di attività di interesse generale rimanga “secondario e strumentale” rispetto all’esercizio delle medesime attività verso il solo rimborso spese.

Le organizzazioni di volontariato saranno, in sostanza,  tenute a svolgere le loro attività di interesse generale almeno in via principale verso rimborso spese e saranno ammesse a svolgerle verso il pagamento di corrispettivi superiori alle spese soltanto “in via secondaria e strumentale”, cioè nei limiti di cui all’articolo 6 del Codice. Attività secondarie e strumentali delle ODV, pertanto, potranno essere le medesime attività di interesse generale qualora svolte verso il pagamento di corrispettivi superiori alle spese.

In pratica non soltanto le attività “diverse” da quelle generali, potranno essere fonte di autofinanziamento per le Odv; bensì le medesime attività di interesse generale potranno essere svolte con metodo lucrativo (cioè ottenendo ricavi superiori ai costi).

L’attività verso pagamento di corrispettivi superiori alle spese dovrà tuttavia essere, dalle ODV che la svolgono (ribadiamo infatti che non è un obbligo bensì una possibilità), adeguatamente tenuta distinta da quella a rimborso spese,

2) Varie modifiche riguardano l’art. 77 del Codice sui “titoli di solidarietà”. Per effetto della soppressione al primo comma delle parole “non commerciali di cui all’articolo 79, comma 5”, tali titoli diventano uno strumento generale, non più limitato ai soli enti non commerciali del terzo settore (ma comprensivo degli enti commerciali, così come di imprese sociali e di cooperative sociali), di promozione e sostegno degli enti del terzo settore e delle loro attività di interesse generale.

3) Il nuovo comma 2-bis introdotto all’art. 79 rende più elastico il confine tra attività (considerate) commerciali ed attività (considerate) non commerciali, che, com’è noto, serve a tracciare, a fini fiscali, la distinzione tra enti commerciali ed enti non commerciali del terzo settore. Se, prima, lo sforamento (anche di un solo punto percentuale) del rapporto di cui all’art. 79, comma 2, determinava infatti l’immediata perdita della qualifica di non commercialità, adesso, per effetto del nuovo comma 2-bis, i ricavi possono, in un periodo d’imposta,  superare, entro però il limite del 5%, i costi dell’attività, senza che ciò determini la perdita della qualifica di non commercialità. Inoltre, lo sforamento entro il 5% può avvenire, senza conseguenze per l’ente del terzo settore, anche nel successivo periodo d’imposta, ma non oltre tale periodo, perché alla terza occasione consecutiva di sforamento – questa volta sì – l’attività sarebbe considerata commerciale, così come l’ente del terzo settore che la ponga in essere.

Occorre tuttavia ricordare che per effetto della modifica realizzata all’art. 101, comma 10, questa misura è sottoposta all’autorizzazione della Commissione europea, cui pertanto ne è subordinata l’efficacia.

4) Nel secondo periodo dell’articolo 83, comma 1, del Codice sono state soppresse le parole “in denaro”, ciò significa che la misura di favore ivi prevista (cioè la detrazione del 35% per erogazioni liberali in favore di ODV) riguarda le erogazioni liberali di qualsiasi specie, non solo quelle in denaro ma anche quelle in natura, coerentemente, del resto, con quanto previsto nel primo periodo del medesimo articolo 83, comma 1, con riguardo a tutti gli altri enti non commerciali del terzo settore, che a tal fine non distingue tra erogazioni in denaro e in natura.

Viviana Caruso

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